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mariocirrito
Attenzione: blog ad alto tasso di omosessualità
 
 
18 febbraio 2009
Del perché gli amori plurali sabato, tutti a Sanremo
Pubblico volentieri, l'appello dell'amico, presidente nazionale di Arcigay, Aurelio Mancuso

Ieri sera mi sono emozionato come tutt* voi per le parole pronunciate da Benigni. L’ho riguardato più volte in queste ore e mi sono convinto che rispetto al piano emotivo e di impatto non ci sia altro da aggiungere. Siamo, quindi, soddisfatti e possiamo tornarcene comodi sulle nostre poltrone? Questo sarebbe un fatale errore. Ho letto nelle vostre decine di commenti, le aspre critiche nei confronti dell’intervento di Franco Grillini, il sostegno di molti altri. Ritengo che abbia fatto bene ad intervenire, sbagliando (ma chi non lo avrebbe fatto in quella situazione?) a citare Povia, cadendo, quindi, nel tranello della replica stizzita di Bonolis. Io non sono andato ieri a Sanremo (parto oggi e ci arrivo in serata) perché ho una responsabilità differente. Ho voluto ascoltare, annusare, comprendere come sarebbe stata costruita la prima serata e, soprattutto penso di dover rappresentare una molteplicità di posizioni, aspettative, critiche e timori, che sono interni ed esterni ad Arcigay. Se vogliamo davvero cominciare ad essere una comunità consapevole dobbiamo sapere che ogni frase, intervento, commento pubblico ha il suo peso e soprattutto può suscitare reazioni negative. Per questo in questa prima fase non sono andato a Sanremo. Arcigay, insieme alle altre associazioni lgbt nazionali, ha organizzato una festa sabato non per rispondere semplicemente a Povia, al pietismo che ha saputo sollevare, al piano inclinato e pericoloso sul perché si è omosessuali, io di questo non voglio nemmeno discutere. La manifestazione si fa per affermare la nostra presenza di persone libere, innamorate o meno, che non possono sentirsi parte di un teatrino che li rappresenta come buoni, sensibili, speciali, oppure malati, viziosi, figli di famiglie distrutte. Questo è il loro campo tattico cui ci vorrebbero costringere a venire. Io mi sottraggo perché non mi siederò mai ad un tavolo dove si discuta di omosessualità, mi siedo attorno ad un tavolo dove si discute di diritti, cittadinanza, vita quotidiana concreta. Allora attenzione a cadere anche noi nel tranello di Bonolis (con cui dovrei avere un incontro con la stampa domani, ma non è certo). La storia personale è sempre in agguato, il diritto ad esprimere concetti falsi e pericolosi pure, la strutturazione di una puntata misogina, giocata su parodie da Vizietto è la norma. Non voglio ammiccare, farmi amico Bonolis, partecipare alla sua corte, ho ben altro da fare, da dire, da rappresentare. Certo quello che diremo e faremo nei prossimi giorni sarà importante e delicato. Non voglio rinunciare ad esserci, in forma anche nuova, rispettando le figure storiche del movimento, ma portando avanti una consapevolezza nuova, forte, carica di allegra serietà. Voglio esserci con il mio corpo (non minuto ehehe) e con le mie idee perché se anche una sola di queste riesce ad emergere in questo orrendo carrozzone mediatico, avremo fatto la nostra parte. Non intendo stare in silenzio dopo l’intervento di Benigni, che ho pubblicamente ringraziato, perché se è efficace per il grande pubblico che non conosce l’alfabeto della civiltà moderna, non è assolutamente sufficiente per noi. Che da decenni dovremmo esser oltre quella soglia, riconoscendoci valore personale e collettivo di persone complete, che non hanno bisogno di aggettivi per rappresentarsi, ma di strumenti concreti per vivere con dignità.
Ecco cosa vorrei che accadesse sabato: che tante e tanti di voi partecipassero alla manifestazione pubblica della nostra dignità! Vi sembra poco?
Baci
Aurelio




permalink | inviato da mariocirrito il 18/2/2009 alle 13:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
18 febbraio 2009
Sanremo...Benigni

Deve essere stato l'effetto Benigni, oppure l'attesa che qualcosaa di strano potesse succedere sul palco dell'Ariston, o anche la bravura degli organizzatori a concentrare l'attenzione del pubblico su un evento che per la verità segue più o meno il medesimo canovaccio e lo stesso saliscendi  dell'attenzione morbosa tutta televisiva, ma  pare che il malato  Festival canoro sia guarito  o quanto meno si sia ripreso  nella prima serata.


 I dati di ascolto sono miele e sinfonia paradisiaca per Bonolis, Del Noce e Rai se a seguire  la prima serata del Festival canoro sono stati 14.173.000 spettatori, ovvero il 47,11 di share nella prima parte per poi scendere inevitabilmente a 6.654.000 nella seconda  parte della gara canora con una media di circa 10.114.000 persone  davanti alla tivù.  Passata la bora  della prima serata  e la presenza incontrastata del "guitto" Benigni, vedremo come marcerà  questa edizione.


E di Benigni che dire? Grazie, Roberto, più alto e più solenne di quello che la Loren gridò quando gli assegnarono la statuetta dell'Oscar; più bello e felice per lui e per noi. Ha saputo e potuto raccontare l'omosessualità come ad altri non è possibile, come fosse un altro dei suoi canti danteschi, facendo fallire nella miseria la successiva rappresentazione canora del povero Povia. Megli, allora riportare quel che Benigni dignitosamente ha detto.


"L'amore ci rende uomini liberi, quando ci si innamora si diventa uomini liberi. La storia degli omosessuali va avanti da millenni, ci hanno dato doni enormi, come gli eterosessuali. Gli omosessuali sono morti nei campi di concentramento perché amavano un'altra persona. Hanno messo in galera in Inghilterra Oscar Wilde, ai lavori forzati. Gli omosessuali non sono fuori dal piano di Dio. Sono stati torturati e discriminati solo perché amavano un'altra persona. Il sesso? Un affare loro. E' incredibile che se ne parli, la rozzezza di certe polemiche. Non è che si estingue la razza, come ha detto qualcuno. I dinosauri non si sono estinti perché erano omosessuali. L'unico peccato è la stupidità. Quando c'è l'amore, tutto diventa grande: l'amore rassicura più della fede".


Grazie Roberto!


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permalink | inviato da mariocirrito il 18/2/2009 alle 12:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
17 febbraio 2009
Fermate tutto.... c'è Sanremo!

Da qui a domenica, basta parlare di crisi, di chi non ce la fa a sbarcare il lunario, di chi ha problemi con la propria sopravvivenza.

 

Canta Sanremo e canta l'Italia televisiva e canora. Se volete polemizzare deve essere in chiave sanremese o sarete burlati e ignorati. E allora, adeguiamoci! Stasera, Mina, aprirà con "Nessun dorma", ovviamente in chiave-Mina; monito per coloro che dopo cena intendono bivaccare sul divano in attesa che le palpebre si chiudano al sonno ristoratore. No, no, svegli tutti che c'è Sanremo.

 

Fatti quattro conti, il Festival pare verrà a costare 18 milioni di euro; ma Rai e sostenitori festivalieri replicano che pareggeranno con la pubblicità e, rispetto allo scorso anno, risparmieranno la bellissima cifra di 500 mila euro: diciamo il "pacco" più ricco della trasmissione post Tg1. Oltre alle diatribe sullo "stipendio" che percepisce Bonolis c'è anche la poco edificante faccenda della cessione a Benigni dei diritti video che in realtà parte da 350 mila euro per riuscire ad arrivare alla bella cifra di 2 milioni e rotti di euro. Il senatore Maurizio Gasparri, che ultimamente non si lascia sfuggire occasione per apparire nei mass media, ha già dichiarato che occorrono azioni legali contro i dirigenti Rai che hanno firmato l'accordo con l'attore toscano. Tra gli ospiti scartati (e soldi risparmiati), c'è anche la bellissima Bellucci che avrebbe voluto un cachet vicino ai 350 mila euro per salire sul palco dell'Ariston. Ma se si è risparmiato sulla Bellucci, Hugh Hefner, patron delle playgirls, avrà un rimbortso spese a cinque zeri e un volo privato da Los Angeles e ritorno a spese Rai.

 

Sul versante gay, c'è il poco bello Povia che ancora pensa di trarre pubblicità dal suo brano e dal malcontento di Arcigay. "Mio nonno, ha dichiarato ieri, diceva: parlatene bene o male ma parlatene". L'ìignoranza di Povia è caduta sul povero nonno, visto che la frase non è proprio da ascrivere a lui. Ieri, in realtà, Povia ha alzato il tiro, non difendendo la sua canzone ma diventando un bell'emblema omofobo. Il non poco edificante cantante ha detto che due uomini che si baciano non sono modelli per i bambini. Ora, sarà sempre tardi quando si lasceranno in pace i bambini per far passare propri messaggi stupidi e ignoranti. Ma evidentemente Povia o canta negli oratori o non canta da nessuna parte. Il tipo pensa che se si è omofobi avrà le parrocchie aperte. Poviaretto!

 

Ora, stasera, ha pensato di fare proiettare sul palco dove canta dei disegni di Alessandro Matta e pensa che con la sua canzone e i disegni sconfinerà nelle gallerie d'arte italiane.

 

Ma ripijate!

 


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permalink | inviato da mariocirrito il 17/2/2009 alle 11:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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